Accademia, è vittoria con brivido nell'anticipo col Lucento

Beretta ha aperto le marcature
Beretta ha aperto le marcature

Torna a vincere l'Accademia Borgomanero, ridando fiato alle proprie speranza di poter dopotutto arpionare un terzo posto non platonico ma che potrebbe valere i playoff. Ma il successo con il Lucento non ha spazzato i dubbi che le ultime prestazioni dei rossoblu hanno fatto insorgere, con la squadra di Ferrero che dopo un primo tempo di buona fattura si è consegnata nella ripresa alla compagine torinese che staziona in piena zona playout e che solo per un errore di Chiatellino al secondo rigore della serata non è riuscita a trovare quello che sarebbe stato un clamoroso pareggio sul sintetico di Santa Cristinetta. I novaresi però non sono più padroni del proprio destino, dovranno vincere le restanti gare con Pro Eureka e Alicese e sperare che qualcuno davanti rallenti per conquistare un piazzamento playoff che al momento, vista l'andatura delle battistrada, non è niente di più di una sfocata visione all'orizzonte.

Vantaggio meritato Eppure l'Accademia Borgomanero aveva cominciato la gara con il piglio giusto, quello di una squadra che vuole reagire ad un momento negativo facendo di tutto per ribaltarlo. E ha aggredito la partita fin dai primi istanti: al 2' Poi si infila come un anguilla sulla sinistra ed inventa un tocco arretrato per l'accorrente Leto Colombo che con l'intero specchio torinese davanti agli occhi è sfortunato e con una bordata spacca la traversa, mandando la palla a rimbalzare praticamente sulla linea bianca di porta prima di ritornare in campo; al 7' Secci fa il vuoto sul fronte opposto crossando per Beretta che gira in porta di prima intenzione chiamando alla non facile risposta Cecconello. Al 9' Pregnolato non inquadra lo specchio novarese andando vicino all'incrocio dei pali su punizione ma sono i rossoblu di casa a tenere in mano la partita e a trovare nuovamente la traversa al 17' quando una conclusione senza pretese di Secci dalla distanza diventa un incubo per Cecconello che sbaglia l'uscita bassa vedendo la palla slittare contro la barra trasversale con un gran sospiro di sollievo. Sollievo che diventa preoccupazione al 20', quando l'ennesima discesa di Secci produce l'ennesimo cross per Beretta che questa volta prende il tempo a Cellamaro e di testa sigla in vantaggio agognino. L'1-0 induce il Lucento a provare qualcosa di più ma solamente un cross sbagliato di Pavan che per poco non indovina la porta avversaria uscendo non molto oltre la traversa (29') preoccupa l'Accademia prima che Tornatora diventa protagonista al 38', prima mettendo le mani sulla conclusione potente del positivo Amedeo e poi ripetendosi in tuffo sulla testa di Piroli, transitato in carriera anche da Borgomanero. Al 40' però l'Accademia mette le mani sulla partita, lungo lancio dalle retrovie di Salice per la galoppata di Poi che controlla rientrando verso il centro e mette la sfera a giro sul palo lungo beffando il portiere torinese.

Errore pesante Un primo tempo dominato in modo così evidente non lascia presagire alcun segnale di quella che sarà poi la ripresa anche se l'apertura del tempo, con Tornatora a distendersi sulla conclusione dal limite di Baracco (2') qualche campanello d'allarme in tribuna lo fa suonare. E i campanelli si trasformano in vere e proprie sirene al 9', quando un'Accademia Borgomanero ancora non rientrata in campo concede la massima punizione al Lucento per un ingenuo fallo di mani in area che, tra un nugolo di giocatori a saltare su azione d'angolo, viene attribuito a Moia che viene anche ammonito: dal dischetto Chiatellino, buttato nella mischia in avvio di ripresa da Ferrari, fa centro nonostante il tocco di Tornatora riaprendo la gara. L'inerzia resta dalla parte dei torinesi che attaccano senza creare in realtà particolari problemi ad un'Accademia abulica e in condizione fisica tutt'altro che smagliante, al 26' Cellamaro gira in area di testa ma sul secondo palo un compagno arriva con qualche secondo di ritardo all'appuntamento con la deviazione vincente e questa resterà per lungo tempo l'azione più pericolosa costruita dagli ospiti. Costruiscono ancora meno i padroni di casa, nonostante Ferrero scelga la gioventù di Giordani e Giovagnoli per rinvigorire le fila rossoblu e al punizione di Leto Colombo al 31', che si perde ben oltre la traversa, non può bastare ad una squadra che avrebbe avuto bisogno di chiudere la partita per tempo. Perché al 37' l'esausto Pici perde il mobile Amedeo non trovando di meglio che abbatterlo in piena area prima che questo possa calciare in porta da ottima posizione: è ancora rigore, è ancora Chiatellino contro Tornatora che però questa volta ipnotizza il giocatore lucentino che spiazza il portiere ma calcia fuori. E' la sliding door della partita, forse dell'intera stagione per entrambe le formazioni che inseguivano i tre punti per due obiettivi ben precisi. Un errore rafforzato dalla fuga in pieno recupero di Secci che si invola in contropiede lanciato da Beretta nella sguarnita metà campo torinese e di fronte al rivedibile Cecconello lascia partire un rasoterra non irresistibile sul quale il portiere ospite si incarta offrendo il 3-1 che chiude la partita (50').

ACCADEMIA BORGOMANERO-LUCENTO 3-1

Reti: 20' Beretta (A), 40' Poi (A); 11'st Chiatellino rig. (L), 50'st Secci (A).

Accademia Borgomanero (4-3-3): Tornatora; Pici (39'st Francioli), Salice, Moia, Donzelli (35'st Ottina); Leto Colombo, Silva Fernandes, De Bei (21'st Giovagnoli); Secci, Beretta, Poi (14'st Giordani). A disposizione: Galli, Cherchi, Monzani, Cabrini, Manfroni. All. Ferrero.

Lucento (3-4-1-2): Cecconello; Radin (1'st Chiatellino), Cellamaro, Pavan (31'st Bianco); Pili, Freda, Baracco, Concilio (27' Gerardi); Pregnolato; Piroli, Amedeo. A disposizione: Guidi, Di Benedetto, Crudo, Ferlazzo, Salerno. All. Ferrari.

Arbitro: Spinelli di Cuneo.

Note: Espulso dalla panchina al 41' Ferlazzo (L) per proteste. Ammoniti Leto Colombo, Moia, Poi e Salice per l'Accademia Borgomanero, Freda e Pavan per il Lucento. La gara è stata giocata sul sintetico di Santa Cristinetta.

Carmine Calabrese

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