Bollone-Mathi, è un arrivederci: "Fiero di aver rilanciato gli orange"

Bollone e il ragazzi del Mathi
Bollone e il ragazzi del Mathi

La notizia era nell'aria da un po' di tempo ma proprio in queste ore è arrivata l'ufficialità: le strade del Mathi Lanzese e di Massimo Bollone si separano. L'allenatore che ha guidato gli orange al quinto posto in classifica, trasformandoli di giornata in giornata nella squadra rivelazione del girone C di Prima categoria dopo la deludente retrocessione dalla Promozione della stagione passata, ha deciso, di comune accordo con la sua ormai ex società, di chiudere sul più bello la sua parentesi in Valle.

A darne notizia è lo stesso Bollone: «La mia avventura al Mathi Lanzese è finita, lascio questa realtà con cui ho vissuto un'annata splendida, sicuramente indimenticabile, dando il mio contributo alla sua rinascita sportiva e societaria. Dopo le ultime annate travagliate che s'erano vissute a Mathi non era semplice ripartire con così tanto slancio e disputare un campionato di così alto livello, riuscendo a piazzarci, con una squadra fatta per la quasi totalità di giovani e giovanissimi, immediatamente alle spalle di tutte le grandi del girone. Noi ce l'abbiamo fatta grazie a grande impegno e al cambio di mentalità che io e il mio staff storico, composto dai “fedelissimi” Tino Carli, Alessandro Cesca e Massimiliano Perri, siamo riusciti ad inculcare nei ragazzi, avendo la fortuna di poter lavorare con uno splendido gruppo di giocatori e con una società che ci ha sempre messi in condizione di poter operare al meglio. Tutti insieme, abbiamo ridato dignità a questi colori, riportando la gente allo stadio e facendo di nuovo parlare i giornali del Mathi. Per la prima volta dopo tanti anni questa società è tornata a lottare, seppure in una categoria inferiore rispetto a quelle che tradizionalmente le competono, per un campionato di vertice e questo ha ridato slancio e credibilità a tutta la piazza, nonostante fossimo partiti, è giusto rimarcarlo, per raggiungere una semplice salvezza. Quando sono arrivato qui, ormai quasi un anno fa, c'era tutto da ricostruire ed era difficile fare mercato e coinvolgere giocatori nuovi nel progetto, ora sono sicuro che sarà tutto diverso e spero d'aver lasciato anche un po' di bagaglio umano nei miei giocatori, augurandomi che questo gruppo così affiatato e con così ampi margini di miglioramento non venga smembrato dalle logiche di mercato».

A cosa è dovuta, dunque, questa volontà di congedarsi dopo appena una stagione, per giunta conclusa in modo così straordinario? «Purtroppo le mie ambizioni non coincidono con quelle societarie – la chiusura di Bollone – i nostri obiettivi sono diversi e non ci sono più i presupposti per proseguire assieme, anche se questo non significa chiudere i rapporti ed escludere che, in futuro, non possa esserci una nuova esperienza in orange. Adesso che mi sono tolto un po' di sassolini dalle scarpe e dopo aver dimostrato di sapermela cavare bene anche in questa categoria, valuterò eventuali proposte che mi dovessero arrivare, privilegiando come sempre il progetto globale ancor più che la categoria, sicuro di poter dare ancora molto sia dal punto di vista umano che tecnico al mondo del calcio dilettantistico. Nonostante siano già 10 anni che faccio l'allenatore con continuità, insomma, ho ancora tanto entusiasmo e voglia di fare e non vedo l'ora di rimettermi in gioco...».

Dawidh Solero

La Redazione

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