Cafasse, i protagonisti della festa: due titoli di Seconda in tre anni

Cafasse campione del girone C
Cafasse campione del girone C

“Che bello è quando esco di casa, per andare allo stadio, a tifare il Cafasse...”. Sulle note di questo coro cantato a squarcia gola dai giocatori del Cafasse, lo stesso che aveva accompagnato la promozione di due anni fa, domenica pomeriggio con la consegna della coppa del campionato di Seconda categoria da parte del dirigente federale Eudo Giachetti s'è un po' chiuso il cerchio dalle parti di Regione Goretti.

Due anni passati sull'ottovolante della vittoria dei record nel campionato di Seconda categoria 2016/17, seguita dalla cocente retrocessione ai playout nel campionato di Prima della scorsa stagione, a cui ha fatto seguito questa seconda promozione, che ha avuto ancora come interpreti tanti dei protagonisti delle vittorie di due annate fa: «Le lacrime di Corio (campo sui il Cafasse Balangero un anno fa salutò la Prima categoria, ndr) oggi sono meno amare – il pensiero di Federico Pagliasso, portierone dei valligiani e uno dei massimi artefici di questo nuovo miracolo gialloblu – siamo stati bravi a ripartire subito alla grande, creando un gran gruppo che, guidato sapientemente da mister Fioccardi, ha saputo amalgamarsi e crescere di giornata in giornata, sino a prendere consapevolezza del fatto che si potesse davvero ritornare immediatamente nella categoria superiore dimostrando a tutti il nostro valore umano prima ancora che tecnico o sportivo, nonostante la nostra rosa avesse cambiato i due terzi degli elementi. Grandi complimenti vanno fatti anche e soprattutto allo staff dirigenziale, che ci ha sempre consentito di svolgere al meglio le nostre mansioni e ora non vediamo l'ora che inizi la prossima stagione, in cui dovremo essere bravi a ripartire con la stessa umiltà mostrata in questo campionato, evitando di ripetere gli errori del passato». Quale delle due vittorie è stata la più bella? «Entrambe indimenticabili – la chiusura del numero 1 cafassese – ma questa l'abbiamo sicuramente sentita di più, per mille motivi questa è piena di significati e vale tantissimo per chi, come me, c'era già due anni fa e ha vissuto in prima persona tutta la parabola».

Sulla stessa linea anche Sergio Conte, storica bandiera valligiana con all'attivo 15 stagioni in maglia gialloblu: «Questa promozione l'abbiamo ottenuta grazie al grandissimo valore umano della nostra rosa, del nostro allenatore e di tutti i nostri dirigenti, perché ricompattare e ridare motivazioni a un ambiente che era reduce da un'altalena del genere non era affatto semplice. Eppure, con grandissimo cuore e voglia di rimetterci in gioco, ci siamo trovati subito tutti sulla stessa lunghezza d'onda e ci siamo rituffati in questa splendida avventura, per una vittoria che voglio dedicare a tutte le persone che ci stanno attorno e che ci hanno supportato in questa rinascita, dandoci sempre la forza e la tenacia per giungere a questo obiettivo». «Vincere questo campionato è stato più difficile rispetto a quello di due stagioni fagli fa eco Giovanni Fornero, altro senatore del gruppo, al suo terzo campionato di Seconda sistemato in bacheca – questo successo è stato possibile solo grazie alla solidità psicologica del nostro collettivo, in cui più che le qualità dei singoli hanno fatto la differenza lo spirito di gruppo e la voglia di rivalsa di tutti noi, in un torneo dall'alto tasso tecnico e molto provante dal punto di vista della continuità e del dispendio d'energie fisiche e mentali, ma, proprio per questo, ancora più bello e gratificante».

Eccolo, dunque, il massimo demiurgo di questa gioia infinita, mister Stefano Fioccardi: «14 novembre 2017-12 maggio 2019, due date che riassumono il mio anno e mezzo sulla panchina del Cafasse Balangero, in cui sono passato dal prendere una squadra in grandi difficoltà al non riuscire a salvarla dalla retrocessione sino al riportarla dove me l'avevano affidata, cioè in Prima categoria, vincendo la scommessa che avevo fatto con tutto l'ambiente, con i dirigenti che mi avevano dato massima fiducia, con la mia squadra e, perché no, anche con me stesso». Per te che da giocatore hai militato in categorie decisamente superiori e che in carriera hai vinto moltissimo, quali sono le principali differenze che hai potuto constatare guidando un gruppo al successo dalla panchina? «Sono emozioni molto diverse, da allenatore vivi tutto in maniera decisamente più intensa rispetto a quando fai semplicemente il calciatore, devi fare conciliare mille cose e riuscire a trasmettere ai ragazzi la tua passione e la tua mentalità, la tua voglia di vincere e la squadra è stata bravissima a seguirmi. Ho avuto la fortuna di poter allenare in Seconda categoria giocatori che, per diverse ragioni, non erano da Seconda categoria. Prima di parlare di cosa farò nella prossima stagione voglio ricaricare un po' le batterie, ma, da cafassese doc, il mio futuro non posso che sentirlo ancora qui, in mezzo a questa splendida realtà!».

A dare conferme sulla permanenza del “Fiocco” anche nell'annata ventura, è poi lo stesso presidente gialloblu Gianluca Capucchio, che, nel fare i complimenti generali alla squadra e allo staff tecnico e dirigenziale, ha congedato così i presenti alla festa: «Grazie a tutti coloro che hanno dato il loro contributo al raggiungimento di questo traguardo, che ora faremo di tutto per non farci più strappare. Sono state due promozioni diverse ed altrettanto belle, una perché erano tanti anni chela inseguivamo e l'altra perché era difficilissimo riuscire a centrarla subito dopo una retrocessione così indigesta, ma ora ci sentiamo più pronti per affrontare ciò che ci aspetta. Cercheremo d'allestire una squadra in grado di affrontare con i giusti mezzi e la necessaria solidità la nuova categoria e siamo già al lavoro per preparare al meglio il futuro, confidando anche sull'affiatamento del nostro gruppo dirigenziale, che s'è arricchito della figura di Marco Mosconi, il quale entra a fare parte della nostra società nelle vesti di supervisore della Prima squadra. Tutto il nostro progetto, però, sarà ovviamente incentrato ancora attorno a Fioccardi, che è la prima pietra su cui poggiare il nostro domani. Dopo essere riusciti a convincerlo a restare al termine della scorsa stagione, con tutte le incognite che dovevamo affrontare, credo che sarà molto più facile convincerlo adesso, dato che è stato lui a trascinarci col suo carisma e il suo entusiasmo in questa splendida cavalcata in Prima categoria». Che bello è...

Dawidh Solero

La Redazione

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