Ciriè, il rilancio parte dal nuovo ds Pedretti: "Grandissimo onore"

Giampietro Pedretti, ex ds Real Leinì
Giampietro Pedretti, ex ds Real Leinì

Dopo la notizia di ieri del passaggio del direttore sportivo Giampietro Pedretti al Ciriè Calcio, ecco le prime parole da nuovo diesse nerazzurro dell'ormai ex dirigente del Real Leini: «La chiamata del Ciriè, per me che da sempre vivo nel ciriacese, è stata un grandissimo onore e ho subito risposto positivamente, essendo questa la piazza più ambita e blasonata tra la cintura nord di Torino e le Valli di Lanzo. Oltre a questo, sono stati essenzialmente due i motivi per cui ho scelto d'abbracciare con grandissimo entusiasmo questo progetto, cioè il fatto che questa società abbia voglia di rilanciarsi subito dopo l'amara retrocessione in Seconda categoria di un mese fa e che per me, da direttore sportivo, sia molto stimolante dover contribuire alla ricostruzione della squadra. Un'esperienza già vissuta in maniera molto soddisfacente la scorsa stagione, quando, proprio di questi tempi, al Real Leini c'era da rimettere in piedi un'intera squadra dopo la diaspora pressoché totale dei giocatori che avevano fatto le fortune biancoblu nell'ultimo lustro».

Quali saranno, dunque, le prime mosse che serviranno a risollevare il Ciriè? «Questi sono i miei primi giorni nella nuova società e non abbiamo ancora preso alcun provvedimento importante, l'unica certezza è che il nuovo allenatore non sarà più Paolo Brando, poi ci troveremo attorno a un tavolo con la dirigenza e col presidente Riccardo Savant e getteremo le basi per programmare al meglio la prossima stagione. Il tutto, col solito occhio di riguardo per il Settore Giovanile e la Scuola Calcio, che restano come da tradizione le priorità di questa società, ma sicuramente c'è grande ambizione e cercheremo d'allestire una Prima Squadra che sia in grado di lottare fin da subito per ritornare in Prima categoria, una piazza che il Ciriè, per una serie di motivi, può e deve tranquillamente essere in grado di mantenere nel prossimo futuro, anche per dare la giusta vetrina alle nuove generazioni sfornate dal vivaio».

In conclusione, un pensiero riguardo la società da cui ti sei congedato: «Credo che il calcio sia fatto di cicli e il mio, dopo 4 stagioni fantastiche al Real, s'era concluso. In biancoblu ho vissuto momenti bellissimi, riuscendo sempre a raggiungere i risultati che ci eravamo prefissi, cioè raggiungendo la salvezza evitando sempre i playout e intessendo ottimi rapporti umani con tutte le figure di questa società, a partire dal presidente Giovanni Bianco, dal direttore generale Mimmo Bianco e dal dt Daniele Maselli, sino agli allenatori avuti in questi campionati, cioè, oltre a Maselli, anche Daniele Livieri e Francesco Parisi. Nonostante sia molto legato all'ambiente leinicese, ora è giusto lanciarsi in questa nuova avventura, dandosi nuove motivazioni e provando a resettare con il passato. Lascio con un grandissimo augurio al nascente River Leini, sicuro che questa fusione col River Mosso porterà grandi benefici soprattutto a livello giovanile, coi “nostri” 50 bambini che ora potranno crescere in una struttura societaria ancora più attrezzata e collaudata. Non è stato facile il distacco dopo tanti anni vissuti così intensamente e non nascondo che abbia versato anche qualche lacrimuccia nel salutare tutti, ma ricevere così tanti attestati di stima mi ha fatto capire quanto sia stato apprezzato da tutte le persone del Real Leini».

Dawidh Solero

La Redazione

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