Altobello, il "Ferguson" del Corio: 5° anno sulla panchina biancorossa

Fabiano Altobello, Corio
Fabiano Altobello, Corio

Una decina di giorni fa, lo scorso 29 maggio, ha spento 40 candeline e il suo presidente, Giovanni Ruo Bernucchio, l'ha omaggiato con queste parole: «Più del 10% della tua vita l'hai trascorso nella grande famiglia del Corio, auguri per i tuoi 40 anni e per la stagione che adesso andremo a costruire nuovamente assieme!». Già, perché Fabiano Altobello, il “misterioso” soggetto di cui stiamo parlando, sarà ancora ben saldo sulla panchina biancorossa anche nell'annata ventura, apprestandosi così a vivere il suo sesto campionato di fila coni collinari, di cui il quinto, a questo punto, da allenatore.

Al suo esordio in panchina, subito la vittoria della Seconda categoria, poi tre campionati consecutivi in Prima e ora, dopo aver scongiurato la retrocessione un anno fa nel playout col Cafasse Balangero ed essersi piazzati a centro classifica nel torneo appena archiviato, in regione Case Tenqua c'è voglia di provare ad alzare un pochino l'asticella, avendo acquisito la consapevolezza che, con qualche piccolo ritocco, il Corio che verrà potrebbe davvero togliersi qualche altra bella soddisfazione nell'immediato futuro, come si augura proprio il mister dei collinari, ormai uno dei più longevi, in quanto a fedeltà in panca, di tutto il Piemonte: «Io il Ferguson del Corio?scherza Altobelloperché no? Qui si sta benissimo e la fiducia che sento sia da parte della società che dello spogliatoio e della piazza in generale sono un ulteriore stimolo a provare a migliorarsi sempre più,senza però mai perdere di vista la nostra dimensione, che fa della serietà e della programmazione a piccoli step le sue carte vincenti, permettendomi nel contempo di sviluppare nel migliore dei modi la mia idea di calcio».

Nessun volo pindarico, dunque, dalle parti del “Pini Bertolone”, così come la quasi assenza di pressioni, contribuiscono a rendere Corio una specie di isola felice, in cui fare calcio “alla vecchia maniera” è ancora possibile: «Ho sempre pensato che Corio fosse una sorta di cerchio magicoconfida l'allenatore biancorossoe la riprova l'ho avuta l'anno scorso, quando, nonostante tutte le difficoltà incontrate nel girone d'andata, sono stato sempre confermato e incoraggiato dai miei dirigenti, riuscendo poi a ripagarli di tanta fiducia con l'incredibile salvezza ottenuta nel playout. Di quell'avventura chiusa col lieto fine non smetterò mai di ringraziare i miei giocatori e l'ormai ex Lucio Volpe, i quali hanno accresciuto col loro impegno e passione anche il mio bagaglio tecnico e personale, facendomi maturare sia come uomo che come tecnico. Abbiamo, insomma, fatto tesoro di quell'esperienza così provante e in questa stagione ne abbiamo raccolto i frutti, anche se i 12 pareggi raccolti ci hanno fatto chiudere con un pizzico d'amaro in bocca per quello che sarebbe potuto essere e che invece non è stato».

Certo, ma anche con la certezza che, con qualche ritocco, magari in attacco, la squadra nel prossimo campionato potrebbe raggiungere posizioni ancora più blasonate: «È proprio questo il puntoconclude Altobellodopo la conferma in blocco della spina dorsale della rosa ci muoveremo per cercare un rinforzo in difesa e uno in mezzo al campo, col solito occhio di riguardo anche per i fuoriquota, privilegiando come sempre le caratteristiche “da Corio” dei giocatori che andremo a contattare. Le priorità, però, in questo momento spingono tutte in direzione di un bomber in grado di garantire i classici 15 gol stagionali, così magari 5 o 6 di quei pareggi di quest'anno si trasformeranno in vittorie e chissà che non si possa puntare a mettere via sui 40-45 punti e poi vedere cosa succederà.Ribadisco, però, che Corio non abbia bisogno di tanti proclami e di darsi degli obiettivi magari poi impossibili da raggiungere, lo spogliatoio e la società sono pienamente consapevoli della nostra realtà e delle potenzialità che abbiamo e quindi l'unica cosa che siamo in grado di garantire adesso è che faremo di tutto per migliorare il piazzamento ottenuto quest'anno. Ci siamo salvati un mese prima della fine del campionato, magari il prossimo anno a un mese dalla fine saremo già salvi e ancora in corsa per qualcosa di molto più allettante, è questo l'augurio migliore che in questo momento possa fare al mio Corio...».

Dawidh Solero

La Redazione

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