L'inizio di un nuovo pensiero filosofico con Maurizio Sarri - I AM CALCIO TORINO

L'inizio di un nuovo pensiero filosofico con Maurizio Sarri

Maurizio Sarri tecnico juventino
Maurizio Sarri tecnico juventino
ItaliaSerie A

Vincere e convincere. Sono stati i due verbi messi uno di fianco all'altro nella presentazione di Maurizio Sarri. Si, perché gli scettici sono molti per un allenatore arrivato dalla serie D, arrivato però a vincere l'Europa League con il Chelsea in questa stagione. Una carriera che è andata sempre in salita per un uomo che di calcio vive a trecentosessanta gradi. Con lui la Juventus apre un ciclo nuovo: dopo 8 anni di vittorie cercherà di arrivare alla tanto desiderata "Coppa dalle grandi orecchie" e lo farà con lo spirito mostrato in conferenza da Maurizio che ha promesso di giocarla con cattiveria e ferocia. 

La Juventus di Sarri sarà diversa da quella dei precedenti allenatori. Con Antonio Conte i bianconeri conobbero la rinascita, adattandosi a diversi modelli di gioco accompagnati dalla filosofia del sacrificio. Quando arrivò, Massimiliano Allegri trovò una tavola ben apparecchiata, da sistemare in qualche angolo. Allora il tecnico livornese operò le sue più grandi modifiche tecniche con Mandzukic esterno d'attacco il primo anno, diventato poi perno fondamentale di tutta la squadra, Can difensore centrale all'occorrenza come ha dimostrato in questa stagione e adattando diversi giocatori in ruoli non proprio di loro competenza. L'arrivo di Ronaldo ha agevolato il tutto ma non il ruolo di Dybala che arrivava da una stagione fantastica ed è stato costretto a sacrificarsi da esterno, ruolo non del tutto adatto alle proprie caratteristiche tanto da metterne in discussione le proprie doti. Con l'arrivo di Maurizio Sarri molti sono stati i nomi sul taccuino in uscita, dallo stesso argentino a Cancelo fino ad arrivare a Matuidi, Khedira, Mandzukic e Pjanic. Dopo la conferenza di rito si è iniziato ad impostare la prima cornice del quadro tattico di Sarri, con Pjanic uomo da 150 tocchi, definitivamente tolto dal mercato e messo al centro degli schemi, Dybala con un ruolo chiave, vista la stima del tecnico toscano e Douglas Costa che attraverso il suo profilo Instagram apprezza l'arrivo del tecnico perché sa che lui è il classico giocatore che ama Sarri. Se sarà una Juventus formato Napoli di due anni fa con Cr7 trasformato in Cr9 e Dybala ad accompagnare e con Costa formato assist man in stile Callejon lo sapremo solamente dal momento in cui Sarri con la sua tuta dirigerà il primo allenamento.

Di certo, cambierà il modo di giocare visto che il buon Maurizio imposta la sua squadra sempre con un pressing alto e buon gioco lasciando spazio alle vene di magia dai 30 metri in poi. Se sarà anche vincente, lo scopriremo solo vivendo. Di certo non gli verrà imposto nulla perché un grande allenatore per esprimersi deve essere lasciato libero, allora aspettiamoci una stagione fatta di tatticismi e di gestione non semplice per una rosa amplia e vogliosa di centrare tutti gli obiettivi stagionali. Per fortuna dei tabaccai di Torino, Sarri ricorrerà spesso alle sue sigarette perché lo stress sarà doppio e le promesse sono state tante. Alla Juve non si scherza, quel che è detto deve essere messo in atto in campo. Buona lavoro Maurizio Sarri. 

Agostino D'Angelo

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