Caprì e Mirafiori, missione giovani - I AM CALCIO TORINO

Caprì e Mirafiori, missione giovani

Giovanna Corbo e Antonio Caprì
Giovanna Corbo e Antonio Caprì
TorinoPromozione Girone D

Antonio Caprì è un allenatore giovane, sicuramente di età ma con una sostanziosa serie di stagioni alle spalle, di quelle che costringono un tecnico fare i conti quotidiani con... la realtà, anche se il cassetto resta (e così dev'essere) pieno di sogni. C'è chi si permette di scegliere e... ingaggiare, lui invece lavora con quello che la società gli mette a disposizione, cioé una bella truppa di giovani di belle speranze. Lui li allena, li aiuta a crescere e si appoggia a quei ragazzi un po' più datati ed esperti, pochi ma buoni, in grado di aiutarlo a far crescere e maturare i più giovani. 

Quest'anno Caprì ha aperto la stagione con un risultato importante, un pareggio interno con una delle squadre più accreditate nella corsa alla serie superiore, l'Ovadese.

<Un punto importante contro una squadra in grado di lottare fino alla fine per i traguardi più alti, guidata da un allenatore di esperienza nella categoria come Raimondi. Noi abbiamo sofferto nei primi 20', loro hanno sbagliato un rigore. Siamo andati in vantaggio con Vasta e loro ci hanno raggiunti con una grande azione. Mi è piaciuto l'atteggiamento della nostra squadra, che punta sui giovani e deve crescere>.

Quale stagione attende il Mirafiori?

<La società ha scelto di ringiovanire la rosa, puntando su 5 ragazzi del 2002, più un 2000 e un 2001 che erano già in organico nella passata stagione. Dunque la squadra è... "quasi" nuova e la parte più delicata è far capire a questi ragazzi che la Promozione non è la Juniores o gli Allievi considerando anche il fatto che questi ragazzi hanno vissuto una stagione a metà, in cui hanno avuto soltanto 5 mesi per giocare nella Juniores e poi sono rimasti fermi. Ma ho raccolto con entusiasmo l'invito del Presidente, la d.sa Corbo, una fattiva collaborazione cominciata tre anni fa, a lavorare per portare il maggior numero di ragazzi dalle giovanili del Mirafiori alla prima squadra e credo che si possa parlare di un buon lavoro. Stiamo cercando di aggiungere esperienza, l'altra sera hanno giocato tutti in Coppa Italia>.

Il Girone D di Promozione pare molto equilibrato e impegnativo...

<Un Girone difficile, con molte squadre in grado di lottare per salire di categoria. Mi sembre che le squadre di Asti e Alessandria abbiano qualcosa in più rispetto alle torinesi. Ovadese, Pro Villafranca, Santostefanese, Gaviese, Arquatese saranno avversarie toste e sarà difficile per tutti andare a fare risultato sui loro campi. Tra le formazioni torinesi vedo molto equilibrio, Trofarello e S. Giacomo Chieri hanno qualcosa in più. Ma sarà battahlia ovunque, davvero un gran bel girone...>

L'obiettivo della stagione?

<Arrivare il prima possibile in zona salvezza, che penso sia attorno a 38-40 punti, proprio per il grande equilibrio>.

Il Covid, al di là delle implicazioni tra salute e contagi, come ha inciso nella programmazione e nella gestione del gruppo?

<Ha portato grandi difficoltà in più, non soltanto quelle che conosciamo. Perché i ragazzi di solito giocavano fino a fine stagione, poi erano impegnati nei tornei estivi da maggio a luglio. Ora invece sono rimasti fermi a lungo, anche se molti hanno lavorato in casa (ma non è la stessa cosa, ndr) e adesso abbiamo fatto i conti con gli infortuni, prestando una diversa attenzione alla preparazione. Già soltanto l'approccio al campo: lavori con gli 11 che mandi in campo, chi va in panchina lavora a parte, manca l'unità dello spogliatoio e del gruppo. Manca il contatto anche con avversari e con la terna arbitrale prima della partita, l'atmosfera è diversa. Certo, ci abitueremo a regole e comportamenti, anche perchè non possiamo fermarci di nuovo, nessuno di noi vuole fermarsi...>.

Il Mirafiori è una grande realtà territoriale, un punto di riferimento non soltanto di un quartiere importante nato, cresciuto e sviluppatosi accanto alla Fiat. Allenare questa squadra ha un valore che va ben oltre il risultato, magari a volte è più difficile, pensando che più lontano da Torino si fanno investimenti per puntare a salire di categoria.

<Dipende sempre dal tuo io e dal progetto. Io sono orgoglioso di far parte della realtà Mirafiori. Ogni anno è una grande sfida, l'obiettivo è mettere in mostra i valori e far vedere ai ragazzi come si può fare calcio anche se non prendi e non acquisti a destra e sinistra. Mirafiori è una grande famiglia, unita in particolare nei momenti di maggiore difficoltà quando vengono a mancare i risultati ma senti attorno la fiducia della società. A me è successo, ma ho sentito che vieni giudicato per il lavoro e non per i risultati. Nei momenti di difficoltà la dottoressa Corbo non mi ha mai fatto mancare sostegno, fiducia e rispetto e questo umanamente e sportivamente è un valore altissimo>.

Domenica derby torinese, Cit Turin-Mirafiori. 

Giuliano Barbato