Elezioni CR, il candidato Gliozzi: "Voglio portare un vento nuovo" - I AM CALCIO TORINO

Elezioni CR, il candidato Gliozzi: "Voglio portare un vento nuovo"

Filippo Gliozzi, in corsa per il CR
Filippo Gliozzi, in corsa per il CR
NovaraFocus

I primi mesi del 2021 saranno cruciali per definire la "governance" del calcio dilettantistico regionale per i prossimi anni in quanto proprio in avvio del nuovo anno si terranno le consultazioni per eleggere la nuova squadra che guiderà il Piemonte e la Valle d'Aosta nel prossimo quadriennio, trasformatosi ormai in un triennio visto lo slittamento delle elezioni a causa della difficile situazione sanitaria in essere, che si sarebbero dovute tenere in chiusura di 2020.

A fronteggiare lo schieramento del presidente uscente Christian Mossino ci sarà una nuova cordata, che sarà guidata dall'appassionato Filippo Gliozzi, avvocato torinese non ancora 50enne (la carta d'identità recita 1973) che dopo essere stato Delegato Assembleare nella gestione-Mossino ha deciso di mettersi in gioco in prima persona per provare a dare una svolta ad un calcio dilettantistico regionale che, nell'ultimo quadriennio, ha vissuto tante criticità acuite dal Covid-19 che nell'ultimo anno ha messo in ginocchio non solo le società dilettantistiche della regione ma il gradimento stesso verso una guida dirigenziale troppo spesso definita ostinatamente attendista. "La mia candidatura - confessa Gliozzi - non è stata una decisione univoca ma nasce da un'esigenza collegiale di cambiamento. Quattro anni fa, quando ci siamo candidati per appoggiare l'attuale dirigenza del calcio regionale, avevamo determinate aspettative che sono andate deluse per la mancata realizzazione di svariati punti del nostro programma iniziale; questa condizione, unità ad una sorta di immobilismo sul piano delle attività che si è tradotta in una mancanza di partecipazione attiva in tante decisioni prese negli ultimi periodi, ci ha portato a decidere di provare a cambiare le cose dall'interno ben sapendo che la carica di Delegati Assembleari che ricopriamo in questo momento non ha alcun potere decisionale".

Tanti i punti focali di un programma che si sta definendo proprie in queste settimane, tra cui spiccano alcuni elementi cardine come la riproposizione delle consulte a livello provinciale e il cambiamento di ruolo di un Comitato che non dovrà più essere considerato solamente l'organizzatore dei tornei regionali ma dovrà essere sentito dalle società stesse più vicino ai problemi vissuti a livello organizzativo ed economico nella gestione a tutto tondo della vita sportiva della Regione. "Auspichiamo una maggior partecipazione a tutti i livelli - continua Gliozzi - con le società coinvolte in maniera totale ma anche in maniera strutturata e la riproposizione delle consulte, ad esempio, va proprio in questa direzione. Definisco la politica del Comitato Regionale degli ultimi anni immobile e passiva, mentre bisogna avere il coraggio di fare le cose per provare a riportare il calcio ai fasti di una volta. I tagli per essere utili al movimento vanno fatti seguire dagli investimenti che nell'ultima stagione politica sono mancati mentre invece andrebbero promosse e sviluppate le attività". 

Due i piani di intervento che rappresentano la strada da battere per il nuovo gruppo dirigenziale guidato da Gliozzi nella corsa verso la presidenza del CR Piemonte e Valle d'Aosta, fondamentali per il rilancio del calcio dilettantistico regionale: uno a livello amministrativo, organizzativo ed economico, l'altro dal punto di vista tecnico e delle attività. "Il Comitato Regionale ha bisogno di darsi una nuova struttura, in cui ci siano più persone deputate a svolgere compiti diversi, con le società che sappiano esattamente a chi rivolgersi e per quali necessità. Una distribuzione dei compiti tra i consiglieri regionali, che comprenda ovviamente anche i delegati assembleari, permetterà una partecipazione più attiva in un ruolo non di pura rappresentanza e semplicemente formale; queste permetterebbe alle società di avere dei referenti certi nelle emergenze, cosa che in questo momento manca, ma soprattutto dei referenti che possano prendere delle decisioni attive senza delegare sempre tutto alla figura del presidente, cosa che immobilizza l'attività. Questa riorganizzazione è già stata dai noi pensata e farà parte del nostro programma di lavoro che avvieremo subito dopo un'eventuale elezione, rivedendo ad esempio la struttura stesso del sito dove si troveranno tutti i riferimenti alle persone che avranno delle responsabilità ognuno nei propri ambiti e i numeri dedicati per contattarli. Per quanto riguarda le attività credo sia fondamentale tornare a fare i tornei delle province, per valorizzare il patrimonio dei nostri giovani e consentire alle società di tornare ad avere quella vetrina che negli ultimi anni è mancata; i fondi per attuare queste migliorie ci sono, così come quelli per aiutare le società che in questo particolare momento storico hanno bisogno di supporto. Ci sono tante idee, dal ritorno alle fasi finali dei provinciali al ripristino dei corsi per i dirigenti che consentirebbero alle società di non incorrere più in multe e sanzioni, in un programma che non vediamo l'ora di svelare".

Quello costituita da Gliozzi è una squadra giovane ("anche se mi fa sorridere - dice lo stesso candidato- e al tempo stesso la dice lunga il fatto che un 50enne come me, che altrove sarebbe già vecchio a certi livelli, venga considerato un giovane all'interno della struttura dirigenziale calcistica italiana") formata da gente "di campo" come direttori generali, direttori sportivi, ex giocatori e allenatori in alcuni casi alla prima esperienza nel mondo "politico" del calcio ma con tante idee nuove per riformare un ambito che ha sicuramente bisogno di una ventata di freschezza e novità: "Attenzione - avverte però Gliozzi -, questo non vuol dire che vogliamo perdere quel bagaglio di esperienza costituito dalla tante persone che lavorano bene all'interno del Comitato Regionale e che continueranno a farlo anche in futuro perché svolgono un compito preziosissimo. Il rinnovamento va attuato nelle idee, in quei ruoli decisionali dove c'è necessità di freschezza, di volti nuovi e diversi. Si sente il bisogno di portare nuovo entusiasmo e per questo abbiamo creato una task force in cui credo molto e che si sta ponendo l'obiettivo di alzare la qualità generale, confrontandosi in maniera aperta sui vari aspetti che gravitano intorno al calcio dilettantistico per proporre qualcosa di nuovo", anche se sarebbe stato bello poterlo fare in un momento diverso, senza questa emergenza sanitaria che amplifica i tanti problemi che ci sono".

Il Covid-19 è diventato la casa di risonanza di un malessere che proprio nell'ultimo periodo ha messo a nudo alcuni dei problemi più stringenti del calcio dilettantistico non solamente a livello regionale e implica una soluzione che, nell'idea di Gliozzi, va al di là del semplice intervento del Comitato Regionale: "In questo momento le società dilettantistiche hanno bisogno di sopravvivere e questa sopravvivenza è legata ad esigenze economiche di cui deve farsi carico il Governo con interventi importanti, perché non sono i poco più di 411 euro stanziati dal Comitato Regionale che possono turare questa falla; servono interventi strutturali di cui il CR con la Lega Nazionale Dilettanti devono farsi promotori diventando voce delle società per ottenere soldi veri dal sistema e anche su questo ci sono delle proposte tangibili che vertono sul pagamento delle tasse, sull'Iva e sull'ammortamento delle sponsorizzazioni che possono diventare degli elementi di sostenibilità che consentano al nostro movimento di non morire". Molto si sta discutendo negli ultimi giorni circa la proposta di abolizione del vincolo che diventa un nuovo campanello d'allarme per delle società già martoriate a livello economico e che rischiano, con quest'ultima riforma, un colpo di grazia forse decisivo ai fini della sopravvivenza stessa: "E' stata la ciliegina sulla torta al contrario - commenta Gliozzi - perché credo che togliere il vincolo ad una società dilettantistica sia una follia, così come sia una follia paragonare una società dilettantistica ad una società professionistica, che fanno parte di due mondi completamente diversi. Se si vuole perseguire questa strada credo sia necessario aprire un tavolo di discussione con le società stesse affinché si arrivi ad una decisione condivisa in cui i Dilettanti possano far sentire la propria voce e rappresentare le proprie necessità, senza imposizioni ma con un dialogo aperto. Il vincolo permette ad una società calcistica di investire nel mondo giovanile, facendo sì che il calcio resti lo sport popolare che è sempre stato perché consente a tutti di aver la possibilità di scendere in campo; senza si mette a rischio proprio questa peculiarità intrinseca e giocare a calcio potrebbe essere consentito solamente ai ragazzini di poche famiglie in grado di sostenere i costi che ciò comporta".

Carmine Calabrese