Toro, Segre e Buongiorno i frutti del lavoro del vivaio - I AM CALCIO TORINO

Toro, Segre e Buongiorno i frutti del lavoro del vivaio

Una fase della gara di Coppa Italia
Una fase della gara di Coppa Italia
TorinoSerie A

“Entrambi sono due giocatori fenomenali per i quali prevedo un futuro molto roseo”. A dichiarare queste parole è stato Francesco Conti parlando di Jacopo Segre e Alessandro Buongiorno al termine del match di Coppa Italia vinto dal Torino sulla Virtus Entella. Una partita dove i due ragazzi scuola Toro hanno fatto capire di poter essere competitivi anche in Serie A. Nell'attesa che i due giocatori possano diventare una valida alternativa ai titolari in forza alla compagine granata, va constatato che la loro crescita deve essere inquadrata nell’ambito di un processo attualmente in corso al Torino, ovvero la raccolta dei frutti dopo anni di semina da parte del settore giovanile. 

L’obiettivo principale di un vivaio da sempre è quello di forgiare calciatori di classe e qualità. Per il Toro questo si traduce nella produzione di giocatori fatti e finiti da lanciare in campionato, per rimpolpare le fila della prima squadra o essere riutilizzati come pedina di scambio in sede di calciomercato per ottenere plusvalenze da reinvestire. Per capirci, quello che ha condotto l’Atalanta a battezzare un grandissimo ciclo che l’ha portata fino ai quarti di Champions League. In casa granata non si è di certo ai livelli del club bergamasco però dopo otto stagioni dell’attuale gestione del vivaio firmata da Massimo Bava in questo 2020 si stanno vedendo i primi risultati concreti.

Sino ad oggi se ne possono contare sei di giocatori della prima squadra che sono passati almeno dalla Primavera: oltre ai già citati Buongiorno e Segre, l’altro nome da sottolineare è quello di Singo, che non è certo nato nel Torino ma che proprio con la Primavera granata ha dato il là alla trasformazione da difensore centrale a laterale. Ci sono anche i nomi di EderaMillico, già da un paio di stagioni nel giro della prima squadra ma che devono ancora compiere il definitivo salto di qualità per mettere a frutto le proprie qualità e potenzialità pur avendo già dimostrato buona tecnica di base, e infine Ferigra, difensore che al momento non è ancora entrato nelle rotazioni di Giampaolo ma si è già guadagnato un posto nel circuito della nazionale dell’Ecuador e come tale potrebbe diventare una valida plusvalenza futura.

Si tratta di primi risultati concreti che rappresentano la punta dell’iceberg, perché quest’anno sono più di 50 i giocatori nati nel Torino che giocano in giro per l’Europa. Il lavoro di un settore giovanile, insomma, si vede nel tempo. E, con una quantità di risorse economiche impiegate inferiore rispetto a quella di altri club a Torino i primi risultati ora si vedono.

 

Massimo Davì

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