Bellino ritorna dopo 442 giorni, ed è subito gol! - I AM CALCIO TORINO

Bellino ritorna dopo 442 giorni, ed è subito gol!

Alberto Bellino
Alberto Bellino
TorinoEccellenza Girone B

Sono passati 442 lunghi e dolorosissimi giorni, 14 mesi segnati da 2 operazioni (per doppia frattura scomposta al malleolo e del perone gamba sinistra), e come lui stesso racconta "mesi e mesi interminabili di fisioterapia, dolore, fatica, lacrime e un orizzonte che allo sguardo sembrava lontano…". Ma la parola fine (all’incubo) è finalmente arrivata  nel migliore dei modi: Alberto Bellino è tornato in campo per rincorrere la sua passione che lo accompagna fin da bimbo, il pallone, il calcio. E alla prima partita, in campo fin dal primo minuto con la maglia del Chisola (che veste da 4 stagioni), ebbene Alby è andato anche in gol, l’arcobaleno in una giornata dal meteo grigio.

"Non so descrivere l’emozione, se me lo avessero pronosticato non avrei puntato un euro su un mio gol, tanto meno di giocare fin dall’inizio e per tutta partita, per tre quarti anche capitano… Un effetto bellissimo ma ancor di più lo è stata la sensazione di ritrovare gli spogliatoi, la mia maglia appesa lì ad aspettarmi, i compagni, il clima della partita, il fischio dell’arbitro".

- E poi la palla in rete, un gol importante.

"Quando ho visto entrare il pallone ho pensato che fosse uno scherzo, che non fosse vero. L’avevo sognato, immaginato, ma non era così intenso: il frutto di tanti sacrifici, solo chi ci passa può sapere quanta fatica, sudore e lavoro ci vogliano per superare le difficoltà. Il ritorno più bello, insomma, sarebbe stato ancor più bello con la vittoria ma teniamoci questo pareggio e il punticino contro l’Albese, squadra attrezzata per puntare in alto".

Un ritorno in campo che nasce dalla grande determinazione di Bellino, maturata attraverso una carriera che lo ha portato dalle giovanili della Juventus a vestire le maglie del Novara (Allievi Nazionali e poi Primavera, di cui è stato capitano, allenandosi anche con la prima squadra), poi di Folgore Caratese, Chieri e Bra (in Serie D) e in Eccellenza di Alpignano (con cui ha vinto la Coppa Italia) e Chisola da 4 stagioni. Poi lo scorso anno il terribile infortunio…

"Ero ancora sull’ambulanza quando arrivò il presidente Luca Atzori e mi disse di stare tranquillo perché loro mi avrebbero aspettato. Il Chisola mi è sempre stato vicino. Attorno a me ho sentito la forza della mia famiglia, importantissima perché mi ha sempre aiutato e supportato nel calcio come nella vita, e per fortuna ho sempre avuto il sostegno della mia fidanzata che mi è stata vicina. E pensare che tutti sapevano che avrei avuto molte difficoltà e pochissime speranze di tornare a giocare, ero l’unico a non saperlo ma tutti mi hanno dato la forza per riuscirci".

- Paradossalmente è rimasto fermo in un anno abbondante in cui si è giocato pochissimo, e alla ripartenza trova una Eccellenza a quadri ridotti…

"Per la verità non ho avvertito sensazioni diverse dal solito, la partita è stata intensa, le squadre volevano giocare bene e vincere, c’era la tensione giusta. Non è vero che questo è un campionato meno sentito, io le motivazioni e le ambizioni le ho perché quando un giocatore punta a ottenere il meglio le motivazioni se le crea dentro e vuole provare a vincere le partite e il campionato. Poi per raggiungere l’obiettivo individuale serve il sostegno di tutti quelli che hai attorno, compagni, tecnici, club: e noi ci proveremo ad ogni partita per ottenere il meglio possibile".

- Le ambizioni del Chisola?

"Abbiamo giocato una partita intensa con l’Albese, squadra molto attrezzata con cui ci siamo confrontati alla pari. Il campionato? Non siamo né più scarsi né più forti, se poi si vince si è più felici e il morale cresce: il nostro obiettivo è riuscire a competere fino in fondo. Se riusciamo a disputare un ottimo campionato saremo tutti felici a prescindere dal risultato finale".

- Senza retrocessioni ci può essere meno competitività?

"Io non ho percepito questa sensazione, per me si va in campo pensando a vincere e dare il meglio. E domenica ho visto due squadre che hanno fatto di tutto per vincere".

- Un obiettivo personale come giocatore?

"Dire giocatore oggi mi sembra un... parolone, più che altro cerco di calciare la palla il più possibile... (ride, ndr). Mi piacerebbe arrivare al 40° gol con la maglia del Chisola... Me ne mancano 6. Un piccolo traguardo che mi sono posto, giusto per togliermi uno sfizio e soprattutto per essere ricordato in questa società a cui ho dato tanto e da cui ho ricevuto tanto"

Giuliano Barbato

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