Capitombolo Juve a Genova, tutti sul banco degli imputati

Un 3-1 non è facile da digerire. Anzi. La Juve cade a Marassi contro il Genoa e il rumore è assordante. Sì, rumore, perché i campioni d’Italia non perdevano con tale scoppola nel primo tempo da ben undici anni e poi perché erano reduci dall’impresa di Siviglia che li ha qualificati in anticipo per gli ottavi di Champions League. Una domenica bestiale per la Juve: cade rovinosamente a Genova sotto i colpi di Simeone Jr e ora Roma e Milan sono a -4, deve fare i conti con i brutti infortuni di Dani Alves e Bonucci, e perde le sue sicurezze. Tutti sul banco degli imputati per la brutta prestazione, Allegri compreso: "Alla partita di oggi non ci sono giustificazioni. Lato positivo: torniamo con i piedi per terra in vista di un ciclo che ci dirà chi siamo!", ha twittato il tecnico. I bianconeri non subivano almeno tre gol nello stesso match di Serie A da Fiorentina-Juve 4-2 dell'ottobre 2013. E' una dato di fatto, poi, che le fatiche di Champions League pesano sul campionato: è la terza gara (su cinque) che i bianconeri perdono in campionato dopo una fatica infrasettimanale. Le altre erano arrivate dopo Juve-Siviglia (2-1 in casa dell'Inter), e dopo la vittoria di Lione (1-0 sempre a San Siro con il Milan). Il capitolo infortuni, poi, è da brividi: dopo Pjaca, Dybala, Barzagli e Chiellini ecco un'altra doppia tegola per la difesa. Il calendario poi non aiuta la squadra di Allegri: il prossimo avversario si chiama infatti Atalanta, da molti paragonata al Leicester dell'anno scorso, che viaggia a mille e gioca un ottimo calcio. Poi il derby contro un Torino in grande forma, e la Roma che è lì dietro pronta ad approfittare dei passi falsi della capolista. "Torniamo coi piedi per terra", predica Allegri. E la Juve deve farlo in fretta: per non buttare al vento il vantaggio e perdere ulteriori certezze.
